Alberto Abbà: vendere passione

Rassegna del latte

Il mondo del Latte, febbraio 2018

L’erede del Caseificio Zucchelli intende proseguire il lavoro iniziato dai suoi familiari nel solco della tradizione coniugata all’innovazione, per offrire prodotti di alto livello.

Come abbiamo detto più volte, il gruppo Giovani Imprenditori di Assiolatte è fortemente rappresentativo, sia dal punto di vista merceologico che da quello geografico. Il protagonista di questo mese è Alberto Abbà della lodigiana Caseificio Zucchelli Srl.

L’azienda è nata nella prima metà del secolo scorso nella Cascina Marmorina di Orio Litta (Lodi) e, a distanza di quasi 80 anni, l’attività casearia della famiglia Abbà prosegue in quel territorio dove tutto ha avuto inizio.

Siamo nel cuore della zona di origine del Grana Padano Dop, prodotto di punta del Caseificio Zucchelli, che lo distribuisce con la matricola LO 205. Ma la produzione aziendale non si concentra esclusivamente sulla Dop e include il Lodigiano e la Raspadura.

Della produzione e della commercializzazione dei prodotti Zucchelli si occupa proprio Alberto, entrato in azienda nel 2007 e sempre coinvolto nel reparto produttivo dell’attività di famiglia. Il giovane Abbà ha seguito un percorso formativo scientifico conclusosi con la laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

Lì ha appreso tutte le nozioni base della tecnologia alimentare, messe poi in pratica nel corso dell’Ersaf per operatori di Grana Padano. Il percorso universitario di Alberto è sempre stato affiancato e arricchito da una costante attenzione all’attività aziendale.

È entrato nell’area produzione, ma nel corso degli anni questo impegno quotidiano si è spostato anche nell’ambito delle vendite commerciali, con particolare attenzione al mondo della grande distribuzione. Oggi è questa l’attività che predilige, soprattutto in considerazione del fatto che la produzione e la stagionatura è affidata alle mani di ottimi responsabili di reparto, come Alberto stesso conferma.

Come spesso accade nelle aziende a conduzione familiare, le nuove generazioni non si limitano a seguire un solo ambito, ma spaziano il più possibile per accrescere le loro competenze e per farsi trovare pronte nel momento in cui dovranno assumersi responsabilità gestionali.

Infatti, oltre alla produzione e alla commercializzazione, Alberto supervisiona anche l’area qualità, un settore strategico per soddisfare le richieste dei consumatori sempre più esigenti.

L’attenzione alla qualità dell’azienda lodigiana è tra l’altro attestata dallo standard Food Brc 7, una certificazione che ha l’obiettivo di garantire che gli alimenti prodotti siano conformi agli standard qualitativi minimi di sicurezza alimentare.

Conosciamo meglio Alberto e le sue idee sulla realtà aziendale e, più in generale, sul settore lattiero-caseario italiano.

Quali sono gli ingredienti del successo dei vostri prodotti e come vi distinguete nel vasto panorama caseario italiano?

Le nostre linee guida da sempre sono incentrate sul prodotto: qualità, territorio, sicurezza alimentare, trasparenza e tradizione sono i temi che animano le nostre scelte. Non è scontato riuscire a coniugare tutto questo in un prodotto; quando ci si riesce il mercato risponde sempre in modo positivo.

Nell’area commerciale ti occupi in particolar modo dell’area Gdo: come valuti le relazioni tra il mondo industriale e la grande distribuzione? Attraverso quali strumenti la Gdo valorizza prodotti com i vostri?

Dopo anni di rapporti tesi tra industria e Gdo, sembra che le relazioni siano diventate più collaborative, ma mai scontate. I nostri prodotti sono spesso ricercati per essere inseriti in assortimenti locali. Il tema dei localismi sta prendendo piede in diversi distributori. Inoltre, la raspadura è un prodotto comodo da consumare e incontra le esigenze dei consumatori di oggi, oltre ad essere molto versatile in cucina.

Prendendo in considerazione il panorama lattiero-caseario mondiale, L’Italia è uno dei Paesi che guardano con sempre maggiore soddisfazione le vendite estere, in continua crescita negli ultimi dieci anni. Dal tuo punto di vista, cosa c’è alla base di questo successo?

L’immaginario mondiale sul made in Italy è orientato sull’eccellenza. Questo è quello che si aspettano ed è quello che va offerto. Siamo l’Italia, una goccia di latte rispetto alla produzione mondiale, ma la nostra ricchezza, come si sa, è nella storia e nella cultura che abbiamo alle spalle. Tradizioni casearie che in ogni angolo della Penisola hanno creato prodotti molto diversi tra loro ma tutti ottimi, da scoprire per molta parte del mercato mondiale.

Il Caseifcio Zucchelli ha una guida forte e sicura come quella di tuo padre Ambrogio, ma come vedi il futuro dell’azienda? Quali sono gli obiettivi di crescita che vi siete posti?

Il mondo e le esigenze di mercato cambiano velocemente: riuscire a creare un’azienda dinamica e duttile in grado di coniugare tradizione e adattarsi alle innovazioni del mondo che corre credo sia una delle chiavi che ci consentiranno di affrontare il futuro con serenità. Sono convinto che sia sempre più importante creare anche un team di collaboratori formati, professionali e affiatati in azienda, indispensabili per arrivare a certi risultati.

Gianluca Pierangelini

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